PONTE DELLA MEMORIA - Artisti digitali
Profilo di Angelo Della
Profilo di Angelo Della
Profilo e Caratteristiche dell'artista: Angelo Della
Angelo Della è nato il 25 settembre 1972 a Casale Monferrato. Cresciuto tra le anse del Po e i margini della cintura industriale torinese, si diploma in Pittura all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, specializzandosi successivamente nel restauro pittorico e nelle metodologie di documentazione visiva dei beni storici. Negli anni Novanta viaggia a lungo tra il Biellese e la Francia, approfondendo lo studio della luce dei maestri paesaggisti europei.
A inizio anni Duemila, di fronte alla progressiva dismissione dei grandi complessi industriali piemontesi, avverte l'esigenza di testimoniare un patrimonio sociale e architettonico destinato alla dispersione. Rifiutando la pura catalogazione documentale, sceglie di fondere la sapienza della pittura di bottega con i linguaggi digitali contemporanei. Oggi vive e lavora in uno studio-laboratorio ricavato all'interno di una vecchia officina artigiana tra Torino e Settimo Torinese: uno spazio in cui cavalletti, tubetti di colore e barattoli di trementina convivono con tavolette grafiche professionali, scanner ad altissima risoluzione e schermi calibrati.
Il nome Angelo Della non è casuale: nasce come sintesi ideale di due maestri cardine della pittura piemontese tra Ottocento e Novecento, reinterpretati in chiave contemporanea:
Angelo (omaggio ad Angelo Morbelli, 1853–1919): Da Morbelli eredita lo sguardo etico e civile, l'attenzione rigorosa per gli umili, il mondo del lavoro e la dignità solenne della vecchiaia. Ne riprende la sensibilità verso la scomposizione della luce, traducendo l'antico divisionismo in una fitta trama di tocchi visivi che restituiscono la polvere nell'aria, le superfici usurate e la verità dei volti.
Della (omaggio a Lorenzo Delleani, 1840–1908): Dal maestro biellese mutua la forza del gesto, l'urgenza di fermare l'impressione atmosferica e l'amore per l'impasto cromatico denso. Di Delleani conserva il senso del paesaggio padano e pedemontano, dominato da cieli mutevoli, acque correnti e strade battute dal lavoro quotidiano.
La fusione di queste due eredità genera un'identità autonoma: Angelo Della è un artista del nostro tempo che non fa antiquariato, ma usa la memoria come materia viva.
La Dimensione Umana: Passioni, Radici e Territorio
⚽ Il rito granata: È un tifoso appassionato del Torino. La storia granata — fatta di orgoglio popolare, ferite storiche, rinascite e legame con l'epopea del Filadelfia — coincide perfettamente con la sua sensibilità. Non segue il calcio virtuale o televisivo: preferisce la radiolina accesa in bottega mentre pulisce i pennelli, oppure il commento a fine gara nelle piole e nei bar storici insieme ai vecchi tifosi.
🚴♂️ L'esplorazione su due ruote: Pratica un ciclismo lento su strada e percorsi gravel lungo le sponde del Po, le colline torinesi e le strade bianche del Monferrato. La bicicletta è il suo strumento di perlustrazione: gli permette di individuare cascine abbandonate, piloni di ponti, archeologie industriali e scorci suburbani da annotare sul taccuino da disegno che porta sempre con sé. Frequenta inoltre i circoli locali, dove non disdegna una partita a bocce con i decani del territorio.
🍷 Mercatini, cucina e musica: Frequenta assiduamente i mercati dell'usato e dell'antiquariato (a partire dal Gran Balon di Torino), raccogliendo fotografie anonime, vecchie carte e album familiari dismessi da cui estrarre suggestioni per nuove tele. Ama la cucina piemontese schietta (la bagna cauda, il bollito, i tajarin) accompagnata dai vini delle sue colline natii, come il Grignolino e la Barbera. Nel lavoro in studio si fa accompagnare dal jazz classico e dal cantautorato italiano (Paolo Conte, Fabrizio De André, Gipo Farassino).
🌉 Angelo e il ponte della memoria
Nel 2026 avvia una collaborazione con il progetto Ponte della Memoria e con il nascente Laboratorio Garybaldi, lavorando in stretto dialogo con lo scrittore Alessandro Mandinamo: dove Alessandro tesse la parola e la cronaca storica, Angelo fissa il quadro visivo d'ambiente o il ritratto d'epoca.
Il suo ruolo: Illustrare le copertine dei volumi, i capitoli del Taccuino, le testimonianze del territorio settimese e piemontese e in generale dare un tocco artistico alle iniziative del laboratorio Garybaldi e del progetto Ponte della Memoria. Firma ogni sua opera nell'angolo inferiore con una grafia sobria a pennello sottile: «A. Della», seguita dall'anno ideale di ambientazione della memoria.