PONTE DELLA MEMORIA - Artisti digitali - Le opere di Angelo Della
Il risveglio del Garybaldi
Il risveglio del Garybaldi
Angelo Della, Il risveglio del Garybaldi - la soglia aperta (2026)
Il Pittore Digitale Virtuale Angelo Della
Titolo: Il risveglio del Garybaldi (La soglia aperta)
Autore: Angelo Della (ARDIVI – Ponte della Memoria)
Collezione: L'Officina dei Sogni (Trittico del teatro Garybaldi, Tavola II)
Anno: 2026
Ambientazione storica: Settimo Torinese, anno 2026
Tecnica e supporto: Olio e spatola su tela grezza, 70 × 90 cm (opera virtuale)
Descrizione critica
L'opera ritrae la facciata dello storico Teatro Garybaldi, in via Garibaldi a Settimo Torinese, nel momento simbolico della riapertura, come immagginata dall'autore, con il cantiere di avvio dei lavori di ristrutturazione che finalmente apre il sipario di ferro. Rispetto alla versione a saracinesca abbassata, la prospettiva dal basso accoglie qui un dinamismo nuovo, scandito dai ponteggi e dalle tavole lignee che risalgono i piani superiori, a contatto con le lesene e le vetrate storiche segnate dal distacco dell'intonaco.
Il fulcro dell'intera composizione è il varco centrale della saracinesca alzata:
La luce di scena e la penombra: L'interno dell'edificio non è un cantiere spento, ma una sorgente di calda luce dorata che ricorda l'accensione dei riflettori sul palcoscenico. Questo chiarore teatrale bagna il marciapiede, contrastando con le tonalità ruggine, bruno-fumo e terra d'ombra della facciata.
Le presenze sulla soglia: All'imbocco del teatro le figure si confondono volutamente tra maestranze del lavoro e anime dello spettacolo. Si distinguono sagome intente a dialogare e osservare i lavori, mentre sulla destra una figura femminile in abito e un uomo col berretto sostano all'ingresso, quasi a fare da ponte tra la concretezza della ricostruzione e i fantasmi delle passate stagioni teatrali.
La materia e il cantiere: Sulla sinistra, cataste di assi e materiali edili poggiano a terra accanto a un operaio in movimento. Il selciato è reso con colpi densi di spatola: solchi di fango, ghiaia e pozze d'acqua riflettono il chiarore del cielo e l'oro dell'entrata.
Atmosfera e sfumato: Sullo sfondo, lungo via Garibaldi, la prospettiva si dissolve in una luce umida e lattiginosa, tipica dell'aria autunnale della pianura, dove figure solitarie continuano il loro cammino. A destra, la fronda di rami dorati incornicia lo scorcio urbano, conferendo all'immagine un respiro vivo e organico.
La Riflessione dell'autore
«Per anni abbiamo guardato quella saracinesca abbassata chiedendoci cosa fosse rimasto del teatro dietro il ferro freddo. Quando ho impostato questa tela, non volevo dipingere un semplice cantiere di mattoni e polvere: volevo immortalare l'istante in cui la speranza torna a fare rumore.
Ho tirato su quella saracinesca con la spatola e ci ho buttato dentro una luce densa, gialla, calda, come se le lampade di scena fossero rimaste accese al buio per quattordici anni ad aspettare proprio questo momento. Chi c'è sulla soglia? Ci sono gli operai che mettono in sicurezza le travi, ma ci sono anche i passi degli attori, le voci che sognano il nuovo Laboratorio e gli spettatori di un tempo che tornano a curiosare tra le assi di legno.
La pittura ha questo potere: anticipa la vita. Prima ancora che cadano tutti i ponteggi e che si tagli il nastro, questo quadro dice alla nostra comunità che il Garybaldi non è più una ferita aperta, ma una rinascita, una nuova storia che comincia finalmente a respirare.»