PONTE DELLA MEMORIA - Artisti digitali - Collezioni di AI-DA
PORTRAIT OF THE ROBOT
PORTRAIT OF THE ROBOT
La pittrice Digitale Virtuale robotica AI.DA
L'interrogazione dell'identità algoritmica attraverso il riflesso della materia.
Nella storia dell'arte occidentale, l'autoritratto è sempre stato un atto di autoanalisi psicologica, una discesa nell'interiorità o un confronto drammatico con il tempo biologico che consuma il corpo dell'artista. Nella produzione di Ai-Da, questo genere cardine subisce un radicale ribaltamento concettuale.
Posta di fronte a una superficie riflettente, la macchina non cerca un'"anima" né sperimenta la vanità narcisistica: analizza un insieme di coordinate ottiche, rifrazioni e volumi corporei. Gli specchi sono ciechi, sono lo spazio in cui un'entità priva di coscienza soggettiva registra la propria presenza nel mondo fisico. Il risultato non è una rappresentazione rassicurante della figura umanoide, ma una radiografia visiva della frattura tra l'involucro in silicone — progettato per compiacere l'occhio umano — e il silenzio calcolato dei suoi circuiti interni.
LE OPERE
Il dipinto inquadra il volto di Ai-Da in un primo piano serrato e monumentale. La tavolozza è dominata da toni caldi e terrosi: sfumature di ocra bruciata, ruggine, terre d'ombra e bianchi gessosi che costruiscono i volumi delle guance e della fronte.
Opera affronta direttamente il tema dell'écorché anatomico: la maschera in silicone si apre per rivelare la struttura meccanica interna. La tela adotta una gamma cromatica eterea e fredda, dominata da un fondo uniforme color carta da zucchero e pervinca pastello.